Anche nello sport, come in tanti altri campi, la donna ha dovuto lottare per avere i giusti riconoscimenti. 

La storia ci insegna che in passato alla donna era associata l’idea di casalinga, moglie e mamma. All’uomo, invece, tutto il resto: lavoro, macchina e sport, quest’ultimo considerato un gioco violento e pericoloso. 

Nonostante diversi tentativi di associare i concetti di donne e sport, per anni si è assistito ad una notevole disparità. 

Le Olimpiadi e il curioso episodio di Callipatera

Alle Olimpiadi nell’antica Grecia, alle donne era vietato non solo partecipare ma anche assistervi, tant’è che lo stesso fondatore delle Olimpiadi dell’era moderna Pierre De Coubertin dichiarò: “La partecipazione femminile sarebbe poco pratica, priva di interesse, antiestetica e scorretta”.

Fino a quando una donna, Callipatera madre di Pisirode, dopo aver allenato il figlio come velocista, pensò di travestirsi da uomo per assistere alla gara. Al momento della vittoria, per esultare, incidentalmente si sbarazzò dei vestiti maschili rivelando la sua vera identità.

Callipatera fu perdonata, ma da quel momento venne stabilita una regola: gli allenatori sarebbero dovuti entrati negli stadi nudi, proprio come gli atleti e gli spettatori. Dobbiamo aspettare il 1920 per avere ufficialmente la partecipazione femminile alle gare olimpiche. 

Donne e sport: la disparità si riflette anche nei media

Ottenuto questo riconoscimento, ancora oggi purtroppo vi è la convinzione che alcuni sport siano prettamente da uomini, altri da donne come la danza o ginnastica artistica. 

Ad accentuare questa disparità vi è l’intervento dei media che tende a trasmettere più facilmente una competizione maschile piuttosto che femminile. Accendendo la tv la percentuale di trovare una partita di calcio rispetto ad una gara di pallavolo femminile, è molto alta. 

Restando in ambito mediatico, sebbene la maggior parte dei commentatori sportivi che troviamo in tv o in radio sia rappresentata da uomini, la donna si fa strada ricoprendo il ruolo di conduttrice di programmi di questo genere. 

L’evoluzione a piccoli passi

Nonostante ciò ad oggi sono molte le donne che guardano lo sport e che vogliono praticarlo, ed è forse per questo che molti brand affidano la propria immagine alle migliori atlete del momento (Federica Pellegrini, Bebe Vio, Valentina Vezzali ecc.) cercando di coinvolgere una fascia sempre più ampia di donne all’interno di questo mondo. 

Esisteranno sempre delle differenze, fisiche e fisiologiche, ma non va escluso che un giorno la donna potrà raggiungere notevoli risultati anche in quegli sport che ancora oggi vengono etichettati come maschili.

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